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Guadagna 140mila euro e ha il reddito di cittadinanza

Ha lavorato per quattro anni come badante, guadagnando quasi 140mila euro e fin qui nulla di strano, se non che doveva essere una autentica stakanovista nel suo lavoro (parliamo di 35mila euro netti all’anno, quasi tremila euro al mese). Ma le Fiamme Gialle hanno poi scoperto che ha beneficiato per molto tempo anche del reddito di cittadinanza. La donna, una 50enne di origini romene residente nel torinese, aveva ottenuto il reddito di cittadinanza, ora revocato, presentando ovviamente documentazioni false. La Guardia di Finanza l’ha smascherata grazie a controlli incrociati e denunciata: la furba 50enne lavorava in diversi paesi del Torinese senza dichiarare il suo reddito al fisco. Le somme venivano poi trasferite su conti correnti in Romania.

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Sfregio ad un presepe pubblico di Milano

Una bottiglia piena di urina e’ stata posta accanto alla statuina della Madonna del Presepe allestito all’ingresso del quarto Municipio a Milano. Immediate le reazioni degli amministratori locali: “Ma quanto è ‘disturbata’ certa gente…?” Afferma il presidente Paolo Guido Bassi in un post su Facebook. E insiste: “Allo (o agli) stolti che oggi hanno voluto insultare il nostro Presepe, rispondiamo facendo sapere che probabilmente siamo il Municipio milanese che più di ogni altro valorizza questo simbolo di pace e festa”. Dopo lo sfregio perpetrato ad un simbolo Cristiano delle imminenti festività natalizie, una sconosciuta signora ha deciso di lasciare una piantina. “Un piccolo ma significativo gesto di civiltà”, ha tenuto a precisare lo stesso presidente del Municipio. Inevitabile anche il commento all’episodio da parte dell’esponente della Lega, Matteo Salvini, perentorio e lapidario su twitter: ”Schifosi”. Sulla provocazione fuori luogo e di pessimo gusto stanno indagando le forze dell’ordine locali, esaminando le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso installate all’interno e all’esterno degli uffici municipali.

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Soldatessa si uccide nella metro di Roma

Ha lasciato una lettera di 15 pagine per spiegare i motivi del folle gesto suicida: la soldatessa aveva 30 anni ed era in servizio nel reparto Genio di Piacenza. La donna, militare dell’Esercito, si è uccisa con la propria pistola d’ordinanza, all’interno dei bagni della stazione Flaminio della metro A di Roma: inutili i soccorsi. Stando alle prime informazioni, aveva iniziato il suo turno alle 7 e alle 8:40 si è tolta la vita. Era nell’Esercito già da 5 anni e la decisione di uccidersi sarebbe basata su ragioni personali. La lunghissima lettera in cui spiega e racconta stralci della sua vita e della sua esperienza in divisa, è ora al vaglio del pm e del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, che ha immediatamente disposto l’apertura di un fascicolo: si ipotizza il reato di istigazione al suicidio. La mattina di martedì 17 dicembre, alla stazione metro Flaminio, erano presenti carabinieri e 118, ma anche il pm di turno della Procura ordinaria e della Procura militare. Intanto la stazione metropolitana è stata chiusa per diverso tempo per consentire l’intervento delle forze dell’ordine; i treni transitavano senza fermarsi tra Spagna e Lepanto.

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Perde la vita per salvare i suoi cani

In California un uomo ha perso la vita dopo un tuffo nelle acque di un lago ghiacciato, nel tentativo di salvare i suoi adorati cani, precipitati durante una passeggiata. David Schmidt era a Meyers, in California del Nord, vicino al South Lake Tahoe. Come già aveva fatto tante altre volte in passato, si è avventurato di mattina presto con i suoi tre cani lungo le sponde del lago. Purtroppo però, stavolta, i suoi cagnolini sono finiti in acqua mentre giocavano, complice la rottura della lastra di ghiaccio. Il 39enne non ci ha pensato un solo istante e si è tuffato per aiutarli a uscire da quella trappola. Dopo pochi minuti si è consumata la tragedia: lui è annegato mentre i suoi cani si sono salvati. Sul posto sono intervenuti agenti dell’ufficio dello sceriffo e i vigili del fuoco di Lake Valley grazie ad una segnalazione: ma quando sono arrivati hanno trovato due cani ancora dentro e solo il giaccone di David che galleggiava a pelo d’acqua. “Forse erano lì da ore – affermano i soccorritori – Erano ancora vivi e nuotavano per stare a galla”, dimostrazione di “quanto sono resistenti i cani”. Tutti e tre i cuccioli sono stati trasportati in una clinica veterinaria, dove si sono ripresi da un principio di ipotermia. Il corpo dell’uomo, invece, è stato recuperato senza vita lontano da dove erano i cani, grazie all’ausilio di un robottino subacqueo. «Si è trattato di un tragico incidente», conferma lo sceriffo. Ma il gesto eroico ha colpito tutta la comunità che si è affrettata ad adottare i cagnolini.

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California, invasione di pesci pene

Sembra uno scherzo goliardico di ragazzi in vena di eccessi, e neanche molto elegante, per giunta. Invece è una incredibile e stupefacente realtà: Una spiaggia a 50 miglia a nord di San Francisco pochi giorni fa è stata testimone di una autentica invasione di Urechis unicinctus, una specie rara e particolare di invertebrati marini meglio noti con il nome di “pesce pene”. A riportare la notizia la rivista Bay Nature che conviene come ricordino in modo inequivocabile la forma di un pene umano. Questi animali vivono sotto la sabbia e i gabbiani ne sono ghiotti. Ma lo stesso vale anche per gli abitanti della Corea del Sud dove il suddetto pesce, chiamato gaebul, è piuttosto conosciuto come una prelibatezza servita nei mercati all’aperto. Inutile dire che per molti il pesce pene ha persino effetti afrodisiaci, abbinati ad una consistenza gommosa ed un discreto sapore agrodolce. I nordcoreani lo mangiano accompagnato da una salsa salata a base di olio di sesamo e sale oppure nella versione piccante a base di aceto e gochujang, una spezia coreana. Infine lo stesso pesce pene si rivela utile ai granchi: per loro scava innumerevoli gallerie che rappresentano rifugi perfetti, e scova il plancton che permette loro di nutrirsi abbondantemente.

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Staccata luce e gas ad un papà, anonimo gli paga le bollette

Aria di Natale dalle parti di Padova. Un benefattore, che è voluto restare anonimo, ha saldato un debito di oltre 600 euro a un uomo, padre di famiglia, cui erano stati staccati la luce ed il gas perché lui da tempo non era più in grado di pagare le bollette. Tale encomiabile gesto (reso nobile dalla richiesta di restare anonimo) si è verificato allo sportello multiservizi di Conselve, a Padova. Lo sfortunato papà di quattro bambini, non potendo pagare l’intera somma, aveva chiesto di rateizzare l’importo ed evitare il blocco della fornitura dell’energia, vitale per la sua famiglia. Ma l’operazione sarebbe stata impossibile, gli è stato risposto, “perché l’insolvenza era troppo lunga e non prevedeva la rateazione”. Alla ferma e decisa presa di posizione dell’impiegato allo sportello, l’uomo si e’ così allontanato disperato e piangendo, sentendosi impotente e preoccupato per la sorte dei propri figli. È a quel punto che il signore in coda dietro di lui, che aveva assistito alla scena, dopo essersi sincerato sull’ammontare del debito, ha comunicato che avrebbe pagato lui tutto, ma a patto di rimanere anonimo, soprattutto nei confronti del papà che ha beneficiato della sua generosità. E la cosa ha subito fatto il giro del Paese, ricordando a tutti che per essere uomini di valore, a volte, basta tendere una mano a chi, silente, chiede aiuto in modo dignitoso, soffrendo e piangendo lacrime di impotenza per la sorte di un figlio. Anzi, quattro!

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Genitori inveiscono in tribuna, bimbi lasciano il campo

Una volta i genitori erano di esempio… Oggi è il contrario. Il sorriso di un bambino mentre gioca a calcio può essere interrotto solo da un disastro, da una catastrofe. E se gli autori di tale pazzia fossero proprio i genitori, beh allora ci sarebbe da farsi più di una domanda. Così, accade che l’Us Psg Calcio, club dilettantistico torinese, si è visto costretto ad interrompere la partita dei Pulcini (classe 2010) con il San Giacomo Chieri e preparare un esposto alla Figc. Il motivo? Insulti all’arbitro e ad una mamma, fino quasi ad arrivare alle vie di fatto. Ricordiamo: i giocatori in campo hanno 9 anni. Questo è quanto accade sul campo di Pino Torinese che scatena le proteste dei genitori: un presunto rigore non assegnato da un dirigente che arbitra il match. La situazione si fa subito calda sugli spalti e una mamma rischia addirittura l’aggressione. “Mai era successo che piovessero insulti così pesanti”, dice Carlo Cucco, il mister dell’Us Psg Calcio. Solitamente sono i genitori dei bambini in campo che superano il limite. Ma a 9 anni i piccoli possono essere influenzati e dimenticare le regole del fair play. Così succede che un bimbo dell’Us Psg Calcio dopo aver subito un brutto fallo, è andato verso il suo allenatore e in lacrime ha chiesto di uscire, perché non voleva più giocare, non ne aveva più voglia, aveva paura! A quel punto il tecnico Cucco dei padroni di casa ha deciso di interrompere il gioco e far uscire i bambini dal campo. Fortunatamente era in perfetta sintonia con lui anche l’allenatore del San Giacomo Chieri, che ha provveduto a lasciare il campo con la sua squadra. Ma un dirigente della formazione ospite ha manifestato animatamente il suo dissenso, tanto da rifiutarsi di stilare e firmare un resoconto condiviso dei fatti da allegare al referto di gara. Anzi. Ha parlato di «emerita cafonata», di «porcheria», evitando il dialogo con gli altri dirigenti. Comunque l’Us Psg Calcio ha presentato un esposto alla Federazione, tanto per stigmatizzare il comportamento degli adulti, al cospetto di bimbi che frequentano le scuole elementari, che hanno tutto da imparare, ma forse, e diciamo forse, non da loro.

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Giovane, bella e premier da record in Finlandia

È finlandese la più giovane premier al mondo. Sanna Marin è stata prescelta dal partito Socialdemocratico finlandese quale primo ministro in sostituzione della dimissionaria Antti Rinne. Con i suoi 34 anni, vanta uno scarto di ben 5 anni rispetto alla premier neozelandese Jacinda Ardern (39) e di oltre un anno rispetto al capo di governo ucraino Oleksiy Honcharuk, che ne ha 35. La Marin ha ottenuto la fiducia per un pugno di voti, proviene da una esperienza da ministro dei Trasporti, e dovrebbe insediarsi ufficialmente questa settimana; è designata a capo di un esecutivo di centrosinistra formato da cinque partiti. Idee chiare e voglia di amministrare non le mancano, nonostante la giovane età e la poca esperienza: “Non ho mai pensato alla mia età o all’essere donna – afferma Sanna Marin –
io penso al perché sono entrata in politica e alla cose che ci hanno fatto vincere tra gli elettori”, ha replicato a quanti le facessero notare il record per la sua giovane età. “Abbiamo molto lavoro da fare per ricostruire la fiducia”, ha concluso.

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Mangia banana da 120mila dollari

David Datuna, artista americano di origini georgiane, a Miami ha staccato provocatoriamente dal muro l’opera di Maurizio Cattelan e l’ha mangiata. Si trattava di una banana venduta a 120mila dollari. Davanti a telefonini e telecamere l’ha sbucciata e mangiata in pochi secondi, definendo il suo gesto come una performance artistica dal titolo “hungry artist”, artista affamato, e postandolo sul suo profilo Instagram. “Amo il lavoro di Maurizio Cattelan e adoro questa installazione. È deliziosa”, ha commentato Datuna nel suo post. Non deve averla presa bene Cattelan per la fine che ha fatto la sua opera, una banana vera attaccata ad un muro bianco con del nastro adesivo, esposta nella galleria Perrotin per l’Art Basel di Miami. La sua “Comedian”, titolo dato alla banana, è stata replicata in altri due esemplari, altrettanto costosi. Ma il gesto del collega non verrà denunciato ne’ dall’artista italiano ne’ dalla importante mostra statunitense. Infatti pare che nell’atto della vendita dell’opera ci fossero anche le istruzioni per sostituire la banana quando questa fosse andata a male. Del resto Cattelan aveva comprato la banana in un negozio di alimentari poco distante per qualche centesimo di dollaro. Sulla congruità del valore dell’opera, sia artistico che puramente economico, ognuno può farsene una idea.

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Terremoto a L’Aquila, ci risiamo

La notte tra sabato 7 e domenica 8 dicembre, alle 22.55 la terra ha tremato, e ancora pochi minuti dopo. Due forti scosse di terremoto – la prima di magnitudo 3.7 e la seconda di 3.4 – hanno terrorizzato i cittadini all’Aquila. L’Ingv ha localizzato l’epicentro a due chilometri da Barete, un piccolo comune di appena 700 abitanti che dista 18 chilometri dal capoluogo abruzzese, a una profondità di 14 chilometri. Nonostante non ci fossero emergenze lo stesso comando provinciale dei vigili del fuoco dell’Aquila ha effettuato alcuni sopralluoghi sia a Barete che in luoghi sensibili grazie all’ausilio di squadre attrezzate, per far fronte alle numerose telefonate giunte al centralino. Al momento non risultano danni a cose o persone.