Categorie
Attualità Promo

Cane scappa di casa e va all’obitorio a vegliare il suo padrone

Scomparso da qualche giorno, è stato ritrovato vicino all’obitorio dell’ospedale di Costa, dove si trovava la salma del suo padrone, morto poco tempo prima. Si tratta di Erick, un magnifico esemplare razza collie di 4 anni, che ha scavato un tunnel nel giardino di casa per andare a cercare il suo amico di sempre. «Erick era scappato il 1 gennaio dalla nostra casa in centro a Vittorio – racconta Laura, figlia di Flavio Franco, l’architetto scomparso – Ha vagato senza apparente meta. Alla fine, dopo giorni e notti di ricerche, è stato trovato vicino all’ospedale dove era il corpo di mio papà in attesa del funerale». Il dolcissimo collie probabilmente aveva già capito che qualcosa non andava quando il suo padrone è stato portato via in ambulanza la vigilia di Natale. «La fuga di Erick è iniziata il primo di gennaio e abbiamo subito segnalato la scomparsa in un gruppo Facebook di Vittorio Veneto. Immediate sono arrivate le segnalazioni che ci hanno permesso di ricostruire il suo “itinerario”. Credo fosse spaventato» dice commossa Laura. Erick è stato avvistato prima in zona duomo, poi a Cozzuolo, Carpesica, Ogliano. Quindi ha tagliato il Menarè molto trafficato, per risalire verso Colle Umberto. Poi è stato scorto ad Anzano e la scorsa sera la sua presenza è stata accertata nei pressi dell’ospedale di Costa. Tutta la famiglia si è immediatamente precipitata sul posto con l’altro cane di famiglia, un pastore tedesco. Erick Era davvero spaventato e diffidente, ma appena l’ha riconosciuta le si è gettato fra le braccia. «Dopo averlo abbracciato – ha concluso Laura- mi sono girata e alle mie spalle ho riconosciuto l’obitorio dove era papà. Ho avuto i brividi lungo la schiena. Erick ha percorso centinaia di chilometri in cinque giorni per arrivare fino al luogo dove c’era il suo amato padrone». Una storia che va oltre la fedeltà di un cane verso un amico. Si tratta probabilmente di amore vero.

Categorie
Attualità Promo

Roma – Quindicenne muore sulla Metro A

E’ morta investita da un convoglio del treno della Metro A alla stazione Ponte Lungo di Roma. La tragedia si è consumata alle 11 del 7 gennaio, con la morte di una ragazzina appena 15enne che, stando a quanto ricostruito finora, si sarebbe buttata nel vuoto, sui binari, al passaggio del treno in corsa che viaggiava in direzione Battistini. È accaduto tutto in pochi secondi, raccontano alcuni testimoni oculari della tragedia, e nonostante i soccorsi del 118 e dei vigili del fuoco fossero stati veloci, non c’è stato nulla da fare per la minorenne finita sotto il convoglio della linea A e morta sul colpo. L’azienda Atac, per consentire le operazioni di soccorso, ha sospeso temporaneamente la tratta. La
Squadra mobile di Roma non esclude si tratti di un gesto volontario da parte delle ragazza. Nel frattempo sul posto sono giunte sia la Squadra della Scientifica che gli agenti del Reparto Volanti, che hanno subito acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione Ponte Lungo e raccolto alcune testimonianze, dalle quali si affaccia una remota ipotesi che la ragazza potesse essere in compagnia di amici.

Categorie
Cronaca Promo

Ikea condannata a pagare 46 milioni di dollari per la morte di un bambino

La tragedia nel 2017, quando un bambino californiano di due anni è morto schiacciato da una cassettiera Malm. L’avvocato di Joleen e Craig Dudek, i genitori di Jozef, il piccolo che ha perso la vita, ha annunciato che Ikea pagherà un risarcimento di 46 milioni di dollari alla famiglia. Solo un anno prima il colosso svedese aveva raggiunto un accordo di 50 milioni di dollari con le famiglie di altri tre bambini morti sotto il peso delle cassettiere. Tutto iniziò lo scorso 24 maggio 2017, a Buena Park in California, quando Craig Dudek trovò il figlio morto, schiacciato dai cassetti di un mobile di oltre 30 chili che, non fissato al muro come da istruzioni, si era staccato e gli era caduto addosso. Il piccolo è deceduto lo stesso giorno per asfissia causata dal peso del legno sul collo. I Dudek hanno così fatto causa all’azienda svedese al tribunale statale della Pennsylvania: l’accusa sosteneva che Ikea era a conoscenza del design instabile della linea di cassettiere Malm e non era riuscita ad avvertire in tempo tutto i clienti. Pare che nel 2016 Ikea, come programma di riparazione, aveva offerto gratuitamente ai suoi clienti kit di ancoraggio a muro, richiamando ben 29 milioni di acquirenti di cassettiere Malm negli Usa. Ma i Dudek, che la stessa cassettiera l’avevano presa nel 2008, hanno affermato di non essere mai stati avvisati da Ikea. Al termine della causa e dopo la sentenza, arriva la nota dell’azienda svedese: “Sebbene nessun accordo possa modificare i tragici eventi che ci hanno portato qui, per il bene della famiglia e di tutti i soggetti coinvolti, siamo grati che questo contenzioso abbia raggiunto una risoluzione”. E ancora: “Rimaniamo impegnati a lavorare in modo proattivo e collaborativo per affrontare l’importantissimo problema della sicurezza domestica”. “Raccontiamo la nostra storia perché non accada più” hanno dichiarato i genitori del piccolo Jozef: “Non abbiamo mai pensato che un bambino di due anni potesse far cadere un cassettone alto solo 76 cm e rimanere soffocato”, hanno detto Joleen e Craig Dudek. La stessa famiglia con il risarcimento ottenuto si è impegnata a donare un milione di dollari ai team che lavorano per proteggere i bambini da produzioni pericolose.

Categorie
Cronaca Promo

Due fratelli di 9 e 10 anni gestivano bar abusivo

Sembra la trama di un film in bianco e nero, tanto assurda appare la storia, ma è pura realtà. Tutto avviene a Catania, dove due fratellini di 9 e 10 anni gestivano un bar, con tanto di sala giochi e rivendita di fuochi d’artificio, all’interno di una struttura abusiva nel rione Librino. Stando ai dati della Questura siciliana, i due ragazzini minorenni servivano bevande alcoliche ai clienti del bar e gestivano la cassa in un luogo decisamente non pulito, non igienico e poco sicuro per bambini della loro età. L’intero esercizio è stato sequestrato dalla Polizia, il padre e il fratello maggiorenne dei due, invece, sono stati denunciati per “vendita e cessione di fuochi d’artificio a minori di anni 18, invasione di edifici e terreni pubblici, sfruttamento del lavoro minorile e mancanza della tabella dei giochi proibiti”. Nel momento della irruzione della Polizia, uno dei due giovanissimi fratellini, infastidito dalla presenza degli agenti, anziché chiedere il loro aiuto e denunciare la situazione, ha pensato bene di accendere dei fuochi d’artificio dentro il locale e appena fuori, in strada, provocando confusione e disordine tra clienti e forze di Polizia.

Categorie
Mondo Promo

Vandalo danneggia un quadro di Picasso

Un pregiatissimo Picasso da 20 milioni di sterline è stato brutalmente sfregiato alla Tate Modern Gallery di Londra. L’autore del danneggiamento è un giovane di 20 anni che è stato tratto in arresto e che resterà in custodia cautelare fino alla prima udienza fissata per il prossimo 30 gennaio. L’atto vandalico si è verificato lo scorso 28 dicembre. Il dipinto, “Busto di donna” realizzato nel 1944 da Pablo Picasso, avrebbe subito un profondo strappo che ne ha danneggiato la tela. L’opera dipinta a Parigi nel maggio del ‘44, negli ultimi mesi dell’occupazione nazista, raffigura l’amante di Picasso Dora Maar. Il danno non è stato ancora quantificato. Per questo si sono già mossi gli esperti e la compagnia di assicurazione che ha inviato dei periti.

Categorie
Mondo Promo

Vendetta: al matrimonio proietta il tradimento della sua sposa

È accaduto nella provincia di Fujian nella Cina sud-orientale lo scorso giovedì. È iniziato tutto con un filmato proiettato da uno sposo durante il matrimonio, diventato poi estremamente virale in tutta la Cina, perché le immagini sono decisamente esplicite. Il video mostra un lungo momento di sesso tra la sposa (la traditrice) e il cognato. Il ”sex tape” della durata di oltre cinque minuti è stato proiettato su un maxi schermo davanti a familiari e amici sorpresi proprio durante il banchetto di nozze, con il solo scopo si umiliare e punire la sposa infedele, dopo averne scoperto casualmente la relazione con il marito della sorella incinta. Sospetti e proteste da parte degli utenti del web per la tresca resa di dominio pubblico: alcuni ritengono infatti che l’incidente sia reale, mentre altri sostengono che le clip siano state utilizzate a scopo promozionale per marketing. I filmati sono stati ampiamente divulgati dai principali media in lingua cinese, tra cui Sina dalla Cina continentale, Apple Daily da Hong Kong e Ettoday da Taiwan, rendendo l’intera vicenda (e la protagonista) clamorosamente famosa.
Una delle clip è la fedele testimonianza di come si sono svolti i fatti. Alla cerimonia si sente un appello che attira l’attenzione di tutti gli invitati: «ora mostreremo i video di come sono cresciuti insieme gli sposi». Pochi secondi dopo, la sorpresa e lo sposo che accusa la sposa sul palco «pensavi che non lo sapessi?». E lei che lancia il suo bouquet al suo partner. Alla fine i due hanno costretto familiari ed amici a separarli. Gli altri video sono film espliciti sulle performance sessuali dei due protagonisti: la sposa e suo cognato.
Pare che il tradimento sia stato scoperto dallo sposo in maniera casuale, dopo aver installato una telecamera di sicurezza nella futura casa durante la ristrutturazione. Dopo il clamore suscitato dalla divulgazione, i filmati dell’incidente sono stati rimossi dalla frequentatissima piattaforma social media cinese Weibo, ma continuano a circolare su Twitter e sull’app di messaggistica WeChat. Un matrimonio finito prima ancora di cominciare, pare.

Categorie
Mondo Promo

Sparano 15 volte in testa al gatto

È accaduto ad una famiglia di Lérez-La Torre, a Pontevedra in Spagna, che ha denunciato sui social il terribile maltrattamento subito da Coqui, il loro micio. Il piccolo felino è miracolosamente sopravvissuto a ben 15 colpi di pallottole in testa, pur perdendo un occhio. Secondo le dichiarazioni di alcuni membri della famiglia, il gattino era scomparso due settimane fa ed è apparso lo scorso 25 dicembre piuttosto provato, disidratato e denutrito, ma soprattutto con 15 ferite da arma da fuoco alla testa, una delle quali nell’occhio destro, che ha perso. “Per colpirlo in questo modo in testa e in faccia lo hanno dovuto per forza bloccare in qualche modo”, ha detto Laura, la sua padrona, spiegando che l’animale stava per perdere anche l’altro occhio, perché un altro dei 15 colpi era davvero vicino di pochi millimetri. La ragazza ha così iniziato una crociata personale, invitando gli abitanti del quartiere a fornire indizi sul possibile autore del brutale gesto, che si ritiene possa avere precedenti simili su altri animali. La segnalazione è giunta immediata alla polizia locale e alla guardia civile Seprona. Su Facebook la giovane donna ha poi spiegato che Coqui “è di ottimo umore”, essendo un gatto “forte e coccolone”. Di questa storia si stanno occupando i maggiori media spagnoli, tra cui anche il sito 20minutos.es.

Categorie
Mondo Promo

Babbo Natale rapina una banca e regala i soldi

Travestito da Babbo Natale un «uomo anziano con la barba bianca», come è notato descritto, ha prima rapinato una banca a Colorado Springs negli Usa lo scorso 23 dicembre, e poi ha lanciato parte del bottino ai passanti, urlando «Merry Christmas». Del singolare fatto hanno riferito i media locali e alcuni testimoni, versione poi confermata anche dalla polizia.
«Mentre scappava – riferiscono i testimoni – tirava fuori dalla borsa i soldi e li lanciava alla folla. E poi concludeva con un bel Buon Natale». L’uomo, un anziano piuttosto arzillo, proprio qualche minuto prima aveva, infatti, rapinato la Academy Bank della cittadina americana, minacciando con un’arma gli impiegati. Ma la fuga del rapinatore travestito da Babbo Natale è durata davvero poco, tanto che è stato arrestato in una vicina caffetteria senza che opponesse alcuna resistenza. La vicenda si è conclusa con qualche passante che ha pensato bene di restituire i soldi alla banca, ma molti altri non l’hanno fatto e migliaia di dollari sono rimasti a chi li ha “ricevuti in regalo”.

Categorie
Attualità Cronaca Promo

Licenziati 17 autisti Atac, positivi al test antidroga

Gli ultimi due sono stati licenziati a Roma a meno di 24 ore dalla loro assunzione: in tutto si tratta di 17 autisti dell’Atac, trovati positivi al test antidroga; appena qualche ora fa due addirittura durante il primo giorno di lavoro. Si erano messi al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti e sono stati beccati in flagranza grazie al controllo antidoping a sorpresa contro alcol e droga.
Così, dallo scorso anno ad oggi, sono diventati diciassette gli autisti licenziati da Atac, sempre per droga. La nota azienda di trasporti romana ha deciso di incrementare i controlli sui propri conducenti, oltre seimila in due anni, per garantire la sicurezza dei passeggeri a bordo dei loro mezzi.
Sembra peraltro che uno dei due autisti licenziati di recente era già stato assunto con deroga, visto che aveva omesso alcuni precedenti penali durante il concorso bandito da Atac. I controlli degli ispettori hanno certificato la positività dei due autisti durante il loro primo turno di lavoro e, in poche ore, hanno causato il licenziamento immediato.

Categorie
Mondo Promo

Facebook, on line i dati personali di 267 milioni di utenti

Attenzione ai dati personali su Facebook. Torna l’incubo in materia di privacy: ha creato il caos, infatti, l’annuncio di una società di sicurezza che ha scovato online un database contenente i dati personali di 267 milioni di utenti del social network. Questo sembra sia rimasto online per due settimane dal 4 al 19 dicembre, a disposizione di chiunque, liberamente consultabile, senza bisogno di inserire alcuna password, scaricabile da qualunque hacker. Stando agli esperti della società di sicurezza Comparitech, i dati potrebbero essere stati estrapolati da una piattaforma API o con una operazione di “scraping”, una tecnica di estrazione dei dati da un sito tramite software sofisticati. Quel che lascia inquieti è che nel database erano contenute informazioni personali come lo “user ID”, che identifica l’utente, nome e addirittura il numero di telefono; ed è rimasto online fino a che i ricercatori non hanno segnalato l’anomalia al provider che ha provveduto a rimuoverlo. Ma non è certamente la prima volta che i dati di milioni di utenti di Facebook finiscono divulgati in Rete. Lo scorso settembre era accaduto con un database ancora più grande di questo: 419 milioni di dati collegati agli account del social network.

E così arriva la posizione ufficiale del più grande social network esistente, Facebook attraverso un suo portavoce: “Fuga dati online prima dei cambiamenti apportati alla privacy”. “Stiamo esaminando questo problema, ma crediamo che si tratti di informazioni ottenute molto probabilmente prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone”.