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Vendetta: al matrimonio proietta il tradimento della sua sposa

È accaduto nella provincia di Fujian nella Cina sud-orientale lo scorso giovedì. È iniziato tutto con un filmato proiettato da uno sposo durante il matrimonio, diventato poi estremamente virale in tutta la Cina, perché le immagini sono decisamente esplicite. Il video mostra un lungo momento di sesso tra la sposa (la traditrice) e il cognato. Il ”sex tape” della durata di oltre cinque minuti è stato proiettato su un maxi schermo davanti a familiari e amici sorpresi proprio durante il banchetto di nozze, con il solo scopo si umiliare e punire la sposa infedele, dopo averne scoperto casualmente la relazione con il marito della sorella incinta. Sospetti e proteste da parte degli utenti del web per la tresca resa di dominio pubblico: alcuni ritengono infatti che l’incidente sia reale, mentre altri sostengono che le clip siano state utilizzate a scopo promozionale per marketing. I filmati sono stati ampiamente divulgati dai principali media in lingua cinese, tra cui Sina dalla Cina continentale, Apple Daily da Hong Kong e Ettoday da Taiwan, rendendo l’intera vicenda (e la protagonista) clamorosamente famosa.
Una delle clip è la fedele testimonianza di come si sono svolti i fatti. Alla cerimonia si sente un appello che attira l’attenzione di tutti gli invitati: «ora mostreremo i video di come sono cresciuti insieme gli sposi». Pochi secondi dopo, la sorpresa e lo sposo che accusa la sposa sul palco «pensavi che non lo sapessi?». E lei che lancia il suo bouquet al suo partner. Alla fine i due hanno costretto familiari ed amici a separarli. Gli altri video sono film espliciti sulle performance sessuali dei due protagonisti: la sposa e suo cognato.
Pare che il tradimento sia stato scoperto dallo sposo in maniera casuale, dopo aver installato una telecamera di sicurezza nella futura casa durante la ristrutturazione. Dopo il clamore suscitato dalla divulgazione, i filmati dell’incidente sono stati rimossi dalla frequentatissima piattaforma social media cinese Weibo, ma continuano a circolare su Twitter e sull’app di messaggistica WeChat. Un matrimonio finito prima ancora di cominciare, pare.

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Sparano 15 volte in testa al gatto

È accaduto ad una famiglia di Lérez-La Torre, a Pontevedra in Spagna, che ha denunciato sui social il terribile maltrattamento subito da Coqui, il loro micio. Il piccolo felino è miracolosamente sopravvissuto a ben 15 colpi di pallottole in testa, pur perdendo un occhio. Secondo le dichiarazioni di alcuni membri della famiglia, il gattino era scomparso due settimane fa ed è apparso lo scorso 25 dicembre piuttosto provato, disidratato e denutrito, ma soprattutto con 15 ferite da arma da fuoco alla testa, una delle quali nell’occhio destro, che ha perso. “Per colpirlo in questo modo in testa e in faccia lo hanno dovuto per forza bloccare in qualche modo”, ha detto Laura, la sua padrona, spiegando che l’animale stava per perdere anche l’altro occhio, perché un altro dei 15 colpi era davvero vicino di pochi millimetri. La ragazza ha così iniziato una crociata personale, invitando gli abitanti del quartiere a fornire indizi sul possibile autore del brutale gesto, che si ritiene possa avere precedenti simili su altri animali. La segnalazione è giunta immediata alla polizia locale e alla guardia civile Seprona. Su Facebook la giovane donna ha poi spiegato che Coqui “è di ottimo umore”, essendo un gatto “forte e coccolone”. Di questa storia si stanno occupando i maggiori media spagnoli, tra cui anche il sito 20minutos.es.

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Babbo Natale rapina una banca e regala i soldi

Travestito da Babbo Natale un «uomo anziano con la barba bianca», come è notato descritto, ha prima rapinato una banca a Colorado Springs negli Usa lo scorso 23 dicembre, e poi ha lanciato parte del bottino ai passanti, urlando «Merry Christmas». Del singolare fatto hanno riferito i media locali e alcuni testimoni, versione poi confermata anche dalla polizia.
«Mentre scappava – riferiscono i testimoni – tirava fuori dalla borsa i soldi e li lanciava alla folla. E poi concludeva con un bel Buon Natale». L’uomo, un anziano piuttosto arzillo, proprio qualche minuto prima aveva, infatti, rapinato la Academy Bank della cittadina americana, minacciando con un’arma gli impiegati. Ma la fuga del rapinatore travestito da Babbo Natale è durata davvero poco, tanto che è stato arrestato in una vicina caffetteria senza che opponesse alcuna resistenza. La vicenda si è conclusa con qualche passante che ha pensato bene di restituire i soldi alla banca, ma molti altri non l’hanno fatto e migliaia di dollari sono rimasti a chi li ha “ricevuti in regalo”.

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Licenziati 17 autisti Atac, positivi al test antidroga

Gli ultimi due sono stati licenziati a Roma a meno di 24 ore dalla loro assunzione: in tutto si tratta di 17 autisti dell’Atac, trovati positivi al test antidroga; appena qualche ora fa due addirittura durante il primo giorno di lavoro. Si erano messi al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti e sono stati beccati in flagranza grazie al controllo antidoping a sorpresa contro alcol e droga.
Così, dallo scorso anno ad oggi, sono diventati diciassette gli autisti licenziati da Atac, sempre per droga. La nota azienda di trasporti romana ha deciso di incrementare i controlli sui propri conducenti, oltre seimila in due anni, per garantire la sicurezza dei passeggeri a bordo dei loro mezzi.
Sembra peraltro che uno dei due autisti licenziati di recente era già stato assunto con deroga, visto che aveva omesso alcuni precedenti penali durante il concorso bandito da Atac. I controlli degli ispettori hanno certificato la positività dei due autisti durante il loro primo turno di lavoro e, in poche ore, hanno causato il licenziamento immediato.

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Facebook, on line i dati personali di 267 milioni di utenti

Attenzione ai dati personali su Facebook. Torna l’incubo in materia di privacy: ha creato il caos, infatti, l’annuncio di una società di sicurezza che ha scovato online un database contenente i dati personali di 267 milioni di utenti del social network. Questo sembra sia rimasto online per due settimane dal 4 al 19 dicembre, a disposizione di chiunque, liberamente consultabile, senza bisogno di inserire alcuna password, scaricabile da qualunque hacker. Stando agli esperti della società di sicurezza Comparitech, i dati potrebbero essere stati estrapolati da una piattaforma API o con una operazione di “scraping”, una tecnica di estrazione dei dati da un sito tramite software sofisticati. Quel che lascia inquieti è che nel database erano contenute informazioni personali come lo “user ID”, che identifica l’utente, nome e addirittura il numero di telefono; ed è rimasto online fino a che i ricercatori non hanno segnalato l’anomalia al provider che ha provveduto a rimuoverlo. Ma non è certamente la prima volta che i dati di milioni di utenti di Facebook finiscono divulgati in Rete. Lo scorso settembre era accaduto con un database ancora più grande di questo: 419 milioni di dati collegati agli account del social network.

E così arriva la posizione ufficiale del più grande social network esistente, Facebook attraverso un suo portavoce: “Fuga dati online prima dei cambiamenti apportati alla privacy”. “Stiamo esaminando questo problema, ma crediamo che si tratti di informazioni ottenute molto probabilmente prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone”.

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Guadagna 140mila euro e ha il reddito di cittadinanza

Ha lavorato per quattro anni come badante, guadagnando quasi 140mila euro e fin qui nulla di strano, se non che doveva essere una autentica stakanovista nel suo lavoro (parliamo di 35mila euro netti all’anno, quasi tremila euro al mese). Ma le Fiamme Gialle hanno poi scoperto che ha beneficiato per molto tempo anche del reddito di cittadinanza. La donna, una 50enne di origini romene residente nel torinese, aveva ottenuto il reddito di cittadinanza, ora revocato, presentando ovviamente documentazioni false. La Guardia di Finanza l’ha smascherata grazie a controlli incrociati e denunciata: la furba 50enne lavorava in diversi paesi del Torinese senza dichiarare il suo reddito al fisco. Le somme venivano poi trasferite su conti correnti in Romania.

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Sfregio ad un presepe pubblico di Milano

Una bottiglia piena di urina e’ stata posta accanto alla statuina della Madonna del Presepe allestito all’ingresso del quarto Municipio a Milano. Immediate le reazioni degli amministratori locali: “Ma quanto è ‘disturbata’ certa gente…?” Afferma il presidente Paolo Guido Bassi in un post su Facebook. E insiste: “Allo (o agli) stolti che oggi hanno voluto insultare il nostro Presepe, rispondiamo facendo sapere che probabilmente siamo il Municipio milanese che più di ogni altro valorizza questo simbolo di pace e festa”. Dopo lo sfregio perpetrato ad un simbolo Cristiano delle imminenti festività natalizie, una sconosciuta signora ha deciso di lasciare una piantina. “Un piccolo ma significativo gesto di civiltà”, ha tenuto a precisare lo stesso presidente del Municipio. Inevitabile anche il commento all’episodio da parte dell’esponente della Lega, Matteo Salvini, perentorio e lapidario su twitter: ”Schifosi”. Sulla provocazione fuori luogo e di pessimo gusto stanno indagando le forze dell’ordine locali, esaminando le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso installate all’interno e all’esterno degli uffici municipali.

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Soldatessa si uccide nella metro di Roma

Ha lasciato una lettera di 15 pagine per spiegare i motivi del folle gesto suicida: la soldatessa aveva 30 anni ed era in servizio nel reparto Genio di Piacenza. La donna, militare dell’Esercito, si è uccisa con la propria pistola d’ordinanza, all’interno dei bagni della stazione Flaminio della metro A di Roma: inutili i soccorsi. Stando alle prime informazioni, aveva iniziato il suo turno alle 7 e alle 8:40 si è tolta la vita. Era nell’Esercito già da 5 anni e la decisione di uccidersi sarebbe basata su ragioni personali. La lunghissima lettera in cui spiega e racconta stralci della sua vita e della sua esperienza in divisa, è ora al vaglio del pm e del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, che ha immediatamente disposto l’apertura di un fascicolo: si ipotizza il reato di istigazione al suicidio. La mattina di martedì 17 dicembre, alla stazione metro Flaminio, erano presenti carabinieri e 118, ma anche il pm di turno della Procura ordinaria e della Procura militare. Intanto la stazione metropolitana è stata chiusa per diverso tempo per consentire l’intervento delle forze dell’ordine; i treni transitavano senza fermarsi tra Spagna e Lepanto.

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Perde la vita per salvare i suoi cani

In California un uomo ha perso la vita dopo un tuffo nelle acque di un lago ghiacciato, nel tentativo di salvare i suoi adorati cani, precipitati durante una passeggiata. David Schmidt era a Meyers, in California del Nord, vicino al South Lake Tahoe. Come già aveva fatto tante altre volte in passato, si è avventurato di mattina presto con i suoi tre cani lungo le sponde del lago. Purtroppo però, stavolta, i suoi cagnolini sono finiti in acqua mentre giocavano, complice la rottura della lastra di ghiaccio. Il 39enne non ci ha pensato un solo istante e si è tuffato per aiutarli a uscire da quella trappola. Dopo pochi minuti si è consumata la tragedia: lui è annegato mentre i suoi cani si sono salvati. Sul posto sono intervenuti agenti dell’ufficio dello sceriffo e i vigili del fuoco di Lake Valley grazie ad una segnalazione: ma quando sono arrivati hanno trovato due cani ancora dentro e solo il giaccone di David che galleggiava a pelo d’acqua. “Forse erano lì da ore – affermano i soccorritori – Erano ancora vivi e nuotavano per stare a galla”, dimostrazione di “quanto sono resistenti i cani”. Tutti e tre i cuccioli sono stati trasportati in una clinica veterinaria, dove si sono ripresi da un principio di ipotermia. Il corpo dell’uomo, invece, è stato recuperato senza vita lontano da dove erano i cani, grazie all’ausilio di un robottino subacqueo. «Si è trattato di un tragico incidente», conferma lo sceriffo. Ma il gesto eroico ha colpito tutta la comunità che si è affrettata ad adottare i cagnolini.

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California, invasione di pesci pene

Sembra uno scherzo goliardico di ragazzi in vena di eccessi, e neanche molto elegante, per giunta. Invece è una incredibile e stupefacente realtà: Una spiaggia a 50 miglia a nord di San Francisco pochi giorni fa è stata testimone di una autentica invasione di Urechis unicinctus, una specie rara e particolare di invertebrati marini meglio noti con il nome di “pesce pene”. A riportare la notizia la rivista Bay Nature che conviene come ricordino in modo inequivocabile la forma di un pene umano. Questi animali vivono sotto la sabbia e i gabbiani ne sono ghiotti. Ma lo stesso vale anche per gli abitanti della Corea del Sud dove il suddetto pesce, chiamato gaebul, è piuttosto conosciuto come una prelibatezza servita nei mercati all’aperto. Inutile dire che per molti il pesce pene ha persino effetti afrodisiaci, abbinati ad una consistenza gommosa ed un discreto sapore agrodolce. I nordcoreani lo mangiano accompagnato da una salsa salata a base di olio di sesamo e sale oppure nella versione piccante a base di aceto e gochujang, una spezia coreana. Infine lo stesso pesce pene si rivela utile ai granchi: per loro scava innumerevoli gallerie che rappresentano rifugi perfetti, e scova il plancton che permette loro di nutrirsi abbondantemente.