Categorie
Cronaca Promo

Peste suina: sequestrate 10 tonnellate di carne cinese

È accaduto a Padova, dove la Guardia di Finanza ha portato a termine un maxi sequestro di dieci tonnellate di carni suine provenienti dalla Cina. Importate nell’Unione europea in violazione delle norme igienico sanitarie, sono considerate potenzialmente contaminate dalla peste suina dai sanitari dell’Ulss 6 Euganea. Gli stessi dirigenti medici hanno ritenuto il prodotto talmente pericoloso da evitare di analizzare la carne sequestrata e procedendo al suo immediato incenerimento. Il blitz delle Fiamme Gialle di Padova è scattato nella notte all’interno di un magazzino all’ingrosso di generi alimentari nel centro della città. Gli operai erano intenti a scaricare da un camion proveniente dall’Olanda (l’intero carico era sbarcato a Rotterdam) ben 9.420 kg di carne suina di origine cinese risultati introdotti nell’Unione Europea in “violazione delle norme doganali e sanitarie”. Immediato il sequestro anche dell’attività commerciale “per gravi e reiterate irregolarità”. L’operazione è stata condotta dalla GdF di Padova in collaborazione con il Servizio Veterinario e del Sian dell’Ulss 6 Euganea e ha permesso di scongiurare una pericolosa contaminazione alimentare che avrebbe coinvolto centinaia di punti vendita in tutta Italia.

Categorie
Promo Sport

La Lazio diffida i tifosi che hanno fatto il saluto romano: “Ci dovete 50 mila euro”

La Lazio chiede i danni ai tifosi che hanno fatto squalificare la Curva Nord in occasione del match con il Celtic Glasgow, in seguito ai saluti romani fatti da un gruppetto di tifosi nel corso del match con il Rennes del 3 ottobre che ha comportato una giornata di squalifica della Curva. Il club biancoceleste ha inviato delle lettere ai propri tifosi chiedendo un risarcimento: “Dai filmati eseguiti dagli organi Uefa e dalle indagini della polizia conseguenti è emerso che Lei si è reso responsabile dei comportamenti sanzionati che hanno comportato un danno quantificabile in 50 mila euro. Pertanto la invitiamo a prendere contatto con la società per concordare una modalità di risarcimento”. La Lazio ha anche provveduto a sospendere l’abbonamento dei responsabili per le prossime tre gare dei biancocelesti.

Categorie
Mondo Promo

Scompare bimba di 3 anni, la salva il suo cane

La piccola Matilda è rimasta sola per oltre 24 ore in un territorio allegato e ostile, ma è sopravvissuta grazie all’aiuto determinante del suo cane. È accaduto poche ore fa a Pilbara, nell’Australia occidentale, complice un attimo di distrazione dei genitori che ha permesso alla bimba, passo dopo passo, di spingersi molto lontano. Immediato l’allarme e l’arrivo dei soccorsi, a piedi, in auto e con gli elicotteri. Ma di Matilda davvero non c’erano tracce e la situazione era veramente appesa ad un filo, precisa la polizia locale, viste le violente alluvioni che hanno colpito l’Australia. Altissimo il rischio che la bimba potesse sparire in qualche corso d’acqua straripato: la zona era inondata di fango e la striscia di terra asciutta era appena di 600 mq. Ma dopo 24 ore di ricerche spasmodiche, è giunta la notizia tanto attesa: un elicottero aveva avvistato Matilda a circa 3 chilometri e mezzo di distanza da casa sua. Si ipotizza che la bambina, dopo essersi smarrita, abbia camminato per un po’ lungo un’insenatura per poi rimanere intrappolata dall’acqua piovuta nelle ultime ore. Un incubo per una bimba così piccola, sola e lontana da mamma e papà. Ma la sua fortuna è stato «il suo fedele cane Jack Russell rimasto al suo fianco, che l’ha protetta dai tanti pericoli e dal freddo fino all’arrivo dei soccorsi», ha scritto su Facebook la polizia australiana. Quando è stata riportata ai genitori Matilda era zuppa e infreddolita ed ancora con il viso sporco di fango: appena in braccio a mamma e papà e’ scoppiata a piangere per la gioia.

Categorie
Cronaca Promo

Uccise il suocero per abusi sulla figlia, 20 anni al papà killer

La Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo senza attenuanti, invece il papà killer dovrà scontare venti anni di carcere, con il rito abbreviato. Il 35enne incriminato ha ucciso il suocero che era accusato di avere abusato della nipotina, figlia dell’uomo, lo scorso febbraio a Rozzano, nel Milanese. Condannato anche il complice, accusato di averlo accompagnato in motorino sul luogo del delitto, a 18 anni di carcere. E per giunta, il gup ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Il giudice, Aurelio Barazzetta, non ha invece concesso l’attenuante richiesta dalla difesa, di aver agito “per motivi di particolare valore morale e sociale”. La visione di alcuni filmati, ottenuta in aula al processo abbreviato, ha portato alla luce i fatti: il 25 febbraio 2019 il papà killer, sconvolto dalla notizia della violenza subita dalla bambina, è arrivato sullo scooter guidato dal complice nei pressi di un parco giochi a Rozzano milanese. Qui il suocero 63enne era in compagnia di alcuni familiari dello stesso imputato. L’anziano, arrivato a Milano da Napoli, avrebbe dovuto partecipare all’incidente probatorio in Tribunale, Per rispondere degli abusi che la nipotina aveva subito da lui. Ma il 63enne, non presentandosi in Tribunale, quel pomeriggio alle 18 aveva deciso di andare al parco. Li il 35enne ha avvicinato l’uomo per parlare in privato e lo ha condotto dietro a un furgone parcheggiato. Poi gli ha scaricato addosso quattro colpi di pistola a bruciapelo, ed è fuggito sullo scooter col complice. Fa discutere la posizione della mamma della bimba che “si è costituita parte civile per fare sentire la sua voce, e ha chiesto solo un euro perché fosse chiaro che non voleva approfittarsi economicamente della situazione”, ha spiegato l’avvocato. Peraltro la sua assistita “aveva già intrapreso una via legale nei confronti di suo padre, quella della giustizia, e non della vendetta”.

Categorie
Attualità Promo

Roma, blocco del diesel, ma l’inquinamento aumenta

Va in scena l’ennesima beffa Capitale: nonostante a Roma da due giorni siano ferme quasi 700mila auto diesel, addirittura quelle appena immatricolate, Euro 6, il limite delle polveri sottili continua ad essere sforato, invece di diminuire. E nei corridoi del Campidoglio ormai lo ammettono: “Questi blocchi non servono a molto, ma siamo obbligati per legge”. In realtà dal Cnr specificano che qualche margine discrezionale per i sindaci ci sarebbe, soprattutto sulla categoria delle auto da fermare.
In effetti gli ultimi rilevamenti resi pubblici dall’Arpa Lazio, che fanno riferimento alla giornata di martedì 14 gennaio, a Roma in 9 centraline su 13 i valori di Pm10 nell’aria avevano superato i livelli di legge. Addirittura superiore al precedente report della giornata di lunedì, quando il maxi-divieto firmato dalla sindaca Virginia Raggi non era stato ancora applicato. Quindi il blocco di tutte le auto diesel e di quelle a benzina fino a Euro 2, scattato martedì mattina, si è rivelato assolutamente inutile per abbassare i livelli d’inquinamento, che continuano oltre il tetto imposto dall’Ue. Gli sforamenti sono stati registrati dalla SS Tiburtina all’Eur. In Campidoglio pare si vogliano ancora prolungare i divieti, fino a domenica 19, quando è in programma già da tempo la giornata ecologica. Fa sorridere che il grosso dei bus di Roma – oltre il 60% – è alimentato a diesel e lo stesso discorso vale per le auto dei vigili urbani, gli stessi che stanno elevando le multe a chi non rispetta l’ordinanza, per intenderci. Proteste e polemiche anche dall’Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità: «Lo stop di tre giorni alla circolazione sulle strade di Roma di tutti i veicoli diesel è l’ennesimo, miope atto con cui un’amministrazione locale decide di danneggiare automobilisti e aziende che scelgono di usare veicoli Euro 6, di ultima generazione con emissioni prossime allo zero. Un atto di pura ideologia, privo di sostegno scientifico». Senza dimenticare i commercianti romani: «Lo stop di questi giorni blocca la Capitale e i consumi e si traduce in un danno economico per le piccole e medie imprese romane. Altro che polveri sottili, la Raggi ha bruciato milioni di euro», attacca Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti.

Categorie
Attualità Promo

“L’uso del cellulare può causare tumori alla testa, basta anche mezz’ora al giorno”

Lo si sapeva, ma è servita una sentenza della Corte d’Appello di Torino a certificarlo: L’uso prolungato del telefono cellulare aumenta i rischi di tumore alla testa. In primo grado, la sentenza emessa nel 2017 ha posto la parola fine sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia, colpito da neurinoma del nervo acustico. Cosi, nonostante un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea non avesse confermato nessun aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare, l’Inail sarà costretta a pagare una rendita vitalizia da malattia professionale allo sfortunato impiegato, Roberto Romeo. Infatti per i giudici e’ risultato evidente un nesso tra la malattia e l’utilizzo regolare del telefono da parte del lavoratore, che ne faceva uso anche per quattro o cinque ore al giorno. “Una sentenza storica, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l’uso del cellulare”, spiegano gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio. “Manca informazione su un problema che interessa la salute dei cittadini – insistono i legali – Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio”. È lecito adesso porsi una domanda sulle abitudini familiari in merito all’utilizzo del cellulare, con un occhio attento a quello dei bambini: viene utilizzato più o meno di mezz’ora al giorno?

Categorie
Attualità Promo

Vive con due euro al giorno, ma non vuole aiuti dallo Stato

Vive con due euro al giorno e non vuole soldi dallo Stato, tanto meno il reddito di cittadinanza: “Con tutti quei soldi comincerei a bere e fumare meglio di no”. È la storia di Gabriele, 55 anni, un ex fabbro che abita in via Dati a Teramo in una casa senza gas, acqua e luce. È in esilio volontario ma non gli manca nulla, assicura. La sua scelta di vita lo rende felice perché ha riscoperto il senso delle piccole cose. Ha ancora un cellulare, modello molto datato, che ricarica con tre euro al mese per mantenersi in contatto con il resto del mondo. Guadagna pochi spiccioli facendo il parcheggiatore abusivo: «Tutti conoscono la mia serietà e mi ritengono un aiuto sia gli autisti che i corrieri». Nella quotidianità si è ingegnato per non doversi privare di qualche “comodità”: illumina il suo rifugio con una luce led a batteria solare, come tavolo ha lo sportello di un frigorifero e si cucina con un fornelletto a gas da campeggio. Per l’acqua utilizza un tubo collegato a una tanica, per lavarsi invece ha delle bottiglie che riempie e lascia al sole. Per lui un’alba e una passeggiata al parco fluviale sono momenti impagabili. Da quando la sua storia è stata resa nota in città molti teramani vorrebbero dargli una mano, magari con vestiti o cibo, ma temono che la profonda dignità di Gabriele possa essere un ostacolo insormontabile. Un matrimonio finito alle spalle, non pretende nulla, neanche un alloggio popolare. Peraltro possiede anche una casa a Civitella, quella della mamma, ma «è lontana per i miei gatti ed è molto grande: di riscaldamento andrebbe via un patrimonio».

Categorie
Mondo Promo

Va a ruba il profumo “alla vagina” di Gwyneth Paltrow

“This Smells Like My Vagina: questa (candela) profuma come la mia vagina”. Trovata promozionale, ma anche e soprattutto commerciale di Goop, l’azienda dell’attrice 47enne Gwyneth Paltrow, che ha messo in vendita una candela da 75 dollari dal nome accattivante. E la cosa incredibile e’ che “L’odore della mia vagina” è andata sold-out in poche ore suscitando non poche polemiche. Alcuni grossi Magazine americani (e non solo) fanno notare “perché mai la vagina della Paltrow debba avere di suo quell’odore che non può essere naturale, visto che è l’insieme di più essenze combinate tra loro”. In effetti il profumo della candela viene descritto come “miscela di geranio, bergamotto agrumato e cedro con rosa damascena e semi di ambretta”. Inevitabilmente sui social sono arrivati i commenti più feroci, con frasi del tipo: “in che senso il suo odore è divertente?”, facendo esplicito riferimento alla dichiarazione della Paltrow sul profumo della candela, realizzata dal marchio di fragranze artigianali Heretic: “È iniziato come uno scherzo” afferma la stessa Gwyneth, che cita la collaborazione con il profumiere Douglas Little per creare una nuova fragranza. Altri hanno salacemente stigmatizzato la “volgarità di questa candela degna di un sexy shop e di una pornostar” e come “la Paltrow continui a scendere sempre più in basso in nome del denaro”. E stando al giro d’affari milionario che l’attrice americana ha messo su in questi anni proprio grazie agli articoli in vendita sul suo “Goop” – prima un blog di lifestyle – bisognerebbe chiedere alle migliaia di acquirenti che hanno acquistato questa candela e a tutti quelli che attendono torni disponibile cosa li spinge a spendere tanti soldi.

Categorie
Attualità Promo

Lavoro? No grazie, preferisco reddito di cittadinanza!

Vicenda dell’assurdo a Senigallia, dove una impresa delle pulizie non riesce a trovare sedici operaie nonostante si offra un regolare contratto a tempo indeterminato. Molte sono state le richieste da parte di uomini e donne presentatisi ai colloqui, ma alla fine tutti preferiscono lavorare pochi mesi per poi prendere la disoccupazione o addirittura farlo in nero per non perdere il reddito di cittadinanza. A narrare i particolari la titolare della Mikela Group srl, un’azienda nota a Senigallia che si occupa di pulizie in vari settori: Mihaela Rujoiu, ex consigliere straniero aggiunto. Giunta dalla Romania nel 1991 si è data subito da fare lavorando come donna della pulizie. Poi si è messa in proprio e ha fondato la società che conta 15 dipendenti. Gli affari vanno bene e ora avrebbe bisogno di altre 16 collaboratrici da affiancare al personale già esistente, per fare formazione e poi assumerle a tempo indeterminato. Ma offrire un lavoro sicuro e stabile non è più un traguardo, come sottolinea la stessa imprenditrice Mihaela: «Ho urgenza di trovare questo personale per il settore alberghiero – spiega – alcuni mi occorrono da subito altri da marzo. Andrebbero bene anche uomini, per le vetrate esterne degli hotel da pulire, oltre agli interni. Ma non trovo persone serie con voglia di lavorare». Infatti in questi ultimi tempi ne ha già selezionate e mandate via molte, di figure papabili. «Io assumo solo con regolare contratto – afferma fiera la titolare della Mikela Group – non esiste avere una dipendente non in regola. Mi si è presentato chi voleva lavorare in nero perché aveva il reddito di cittadinanza e non lo voleva perdere, o chi aveva fatto domanda per ottenerlo e rischiava di non prenderlo con un lavoro regolare. Per non parlare, poi, di chi vuole lavorare solo pochi mesi per prendere la disoccupazione».

Categorie
Attualità Promo

Arrestato lo zio, 13enne ospitato da un poliziotto la vigilia di Natale

Questa è una delle tante storie che vengono alla luce solo dopo qualche giorno. Tutto è accaduto a Roma lo scorso 24 dicembre 2019, quando un tredicenne moldavo è stato accolto da un poliziotto di frontiera nella propria casa. Il ragazzino era rimasto solo all’aeroporto di Fiumicino la sera della vigilia di Natale perché lo zio, un pregiudicato, era stato tratto in arresto e condannato a 6 mesi di carcere per furto. La situazione si era fatta difficile, visto che improvvisamente il piccolo era rimasto senza nessuno che lo accudisse e, per giunta, in un momento in cui gli affetti della famiglia non dovrebbero mai mancare. Così, in attesa che la madre riuscisse a venire in Italia dalla Moldavia per riprenderlo, il 13enne ha trascorso la notte di Natale in casa dalla famiglia di un investigatore che lo ha accolto dopo avere ottenuto l’autorizzazione dai Servizi Sociali e il consenso della mamma, prontamente avvisata. E non è tutto: sotto l’albero il ragazzino ha anche trovato dei regali, acquistati con una colletta da tutta la squadra di polizia giudiziaria. Ventiquattro ore dopo il piccolo è stato riaccompagnato in aeroporto a Fiumicino, dove ha trovato la madre ad abbracciarlo, appena atterrata con l’aereo di linea. Poco prima di ripartire con suo figlio la donna, commossa e grata alle forze dell’ordine, ha lasciato in regalo agli agenti un presepe per ringraziarli di tutto quello che avevano fatto.